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Lo streaming musicale? Esisteva già nel 1906


Benvenuti nel futuro! Era impensabile una quindicina di anni fa: una startup innovativa, più che una promessa una speranza, oggi è diventata il segmento del music business che è riuscito a riportare in positivo i bilanci della discografia. È lo streaming!

La cosiddetta “musica liquida” secondo l’Ifpi nel 2018 ha smosso un giro d’affari da 8,9 miliardi di dollari, il 34% in più rispetto all’anno precedente. Impressionante per qualcosa che nel 2004 non esisteva. Leader indiscusso è Spotify, nel primo trimestre 2019 ha toccato quota 100 milioni di utenti a pagamento con una quota di mercato del 36%, seguita da Apple Music con 56 milioni di iscritti; a seguire Amazon Music, Youtube Music, Deezer e altri ne stanno nascendo.

Tutta la musica che vuoi ascoltare a portata di un click dal tuo telefono, sarà anche “smart” ma tecnicamente è pur sempre un telefono. Tuttavia non è la prima volta che nel corso della storia si è pensato di trasmettere della musica attraverso una linea telefonica, cento anni fa esisteva già un servizio di streaming musicale telefonico: il Telharmonium.

New York Times, dicembre 1906


Il Telharmonium fu il primo strumento musicale elettronico della storia. Inventato da Thaddeus Cahill intorno al 1897 era una macchina gigantesca grande come un vagone ferroviario, pesava 200 tonnellate e può essere considerato l’antenato dell’organo elettromeccanico Hammond. Era composto da 145 dinamo accoppiate ad induttori per la produzione di correnti alternate capaci di variare la frequenza. Le frequenze erano controllate da alcune tastiere sensibili alla pressione delle dita, proprio come un pianoforte, capaci di combinare insieme le diverse frequenze e creare effetti sonori che imitavano gli strumenti dell’orchestra.

La seconda idea geniale di Cahill fu quella di creare un impianto di filodiffusione e pensò ad un sistema di trasmissione della musica attraverso la normale linea telefonica. Da qui la nascita del nome tele-harmonium, un mezzo di trasmissione del suono, una sorta di Spotify Vittoriano. Il Telharmonium sembra quasi una macchina uscita dall’universo Steampunk, il movimento artistico culturale che gioca con anacronismi e tecnologie, immaginando “come sarebbe stato il passato se il futuro fosse arrivato prima” con città di automobili a vapore e computer meccanici con tastiere in ottone e cuoio.

Immagine tratta dalla copertina di “Scientific American” 9 marzo 1907

Il Telharmonium fu installato e iniziò a funzionare nel 1906 a Broadway, New York: gli ascoltatori chiamavano un centralino che li metteva in contatto con una sorta di stazione radio telefonica, chiedevano all’operatore di potersi connettere e la musica usciva magicamente dalla cornetta del telefono; la cornetta poteva essere avvicinata ad un grande imbuto per amplificarne il volume (l’amplificatore elettrico non era ancora stato inventato).

Il sistema fu adottato da molti hotel, bar, ristoranti e attirò anche l’attenzione dello scrittore Mark Twain che si recò di persona a vedere da dove uscisse quella melodia:

Ogni volta che vedo o ascolto di una nuova meraviglia come questa devo rimandare subito la mia morte. Non posso lasciare questo mondo fin quando non ne avrò sentite ancora e ancora.

Mark Twain

Fu un’iniziativa che dimostrò già allora una particolare attenzione per la diffusione di massa della musica, anche se le opere trasmesse erano di compositori come Bach, Mozart, Chopin, Grieg e Rossini. Il progetto però non durò molto e il Telharmonium fu dismesso nel 1916 per motivi di natura tecnica (il sistema telefonico non reggeva il forte sovraccarico di informazioni creando problemi al servizio) e il gigantesco macchinario nel 1920 fu rimosso dall’appartamento della 39st & Broadway di New York. La fine del Telharmonium coincise con l’avvento di uno dei mezzi di comunicazione di massa più diffusi: il sistema radiofonico.

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