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“La cura” di Battiato non è una canzone d’amore

“La cura” di Battiato non è una canzone d’amore. O almeno non lo è nel significato più semplice che diamo alla parola “amore” e che ci porta ad interpretarne il testo come una dedica di un innamorato alla persona amata.

Franco Battiato non ha mai dato un’esatta spiegazione del significato di questa canzone, ma ogni opera del Maestro e la sua intera carriera ha seguito un’evoluzione filosofica che è sempre stata alla base di ogni sua produzione artistica.

Scrivere di Battiato e cercare di spiegare il significato di un testo così importante non è impresa facile. Soprattutto perché la musica e la poesia, come tutte le arti, sono aperte all’interpretazione; personalmente credo sia impossibile pensare di riuscire a cogliere il più intimo significato di un’opera. Qualunque essa sia. Una canzone, ad esempio, può assumere per ciascuno di noi un particolare senso e significato ed è giusto che sia così; ma, purtroppo, non potremmo mai essere nella mente e nel cuore dell’artista che l’ha creata. Un problema che si traspone anche nella traduzione e nella parafrasi dei classici e che ho ritrovato espresso molto chiaramente in un saggio di estetica titolato “Traducibilità e intraducibilità della poesia” scritto dal Prof. Gianni Floriani – persona a me molto cara – (“Rivista di Estetica”, Anno III, Fascicolo I, gennaio-aprile 1958).

Questa doverosa premessa non toglie la possibilità di cercare di avvicinarsi e provare a dare una spiegazione ad una delle canzoni più belle della storia della musica italiana. “La cura” è stata pubblicata nel 1996 all’interno dell’album “L’imboscata” ed è stata scritta insieme a Manlio Sgalambro, filosofo ed intellettuale che per anni ha collaborato con Franco Battiato. Battiato ad una domanda di Luca Cozzari (“Battiato”, 2005, p. 19) a riguardo ha risposto: «io ho iniziato la prima parte e lui ha fatto la seconda» senza precisare quale sia la prima o la seconda.

Di certo sappiamo che Battiato non solo in molte canzoni, ma anche nelle sue opere contemporanee e nei film, lancia messaggi particolari per suscitare la curiosità e l’intelletto degli ascoltatori più sensibili:

In realtà sono certi consigli che possono essere utili a chi segue il mio lavoro e in qualche modo è interessato all’evoluzione spirituale. E, in questo senso, ci metto tutte le trappole del caso: se una persona non è ancora pronta a ricevere certi messaggi, non li può afferrare, perché c’è qualcuno che te li deve spiegare. La via spirituale è una via molto impegnativa, necessita di esperienza.

Franco Battiato (Video intervista su XL di Repubblica del 7 novembre 2012).

Sappiamo che Franco Battiato è molto vicino all’esoterismo e alle filosofie orientali, ha fatto parte per anni della scuola di Georges Ivanovič Gurdjieff per poi parzialmente discostarsene. Uno dei concetti base di questa scuola di pensiero è il “centro di gravità permanente”, il grado di coscienza di sé, teorizzando varie possibilità di perfezione. Per Gurdjieff infatti non tutti gli uomini hanno un’Anima: solo pochi eletti illuminati che hanno svolto un efficace lavoro su di sè possono arrivare a raggiungere il loro corpo astrale.

Sempre secondo Gurdjieff ci sono molte strade, più o meno lunghe, più o meno dure, ma tutte, senza eccezione, conducono o cercano di condurre in una stessa direzione: l’immortalità. L’immortalità non è una proprietà con la quale un uomo nasce, ma una proprietà che può essere acquisita.

Echi di queste filosofie le troviamo spesso in Battiato, ad esempio nella canzone “Sui giardini della preesistenza” (dall’album “Caffè de la Paix” del 1993) che lui stesso spiega come un riferimento alla nostalgia dello stato di unione con l’Uno (la preesistenza) in cui l’uomo si trovava prima della caduta nel mondo materiale:

Per chi “sa” di essere solo il riflesso di qualcosa di superiore, ed il risultato di un progetto cosmico da condurre a termine.

Franco Battiato (dal libro “Io chi sono?” di Daniele Bossari, 2009, p. 36)

Iniziamo ad avere degli elementi per una probabile interpretazione del testo de “La cura”. Una delle ipotesi più accreditate è infatti che si tratti di un dialogo a senso unico in cui è l’Anima, la parte spirituale, il corpo astrale, a parlare all’essere umano, la sua parte fisica, terrena e materiale.

Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie
Dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo
Dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai

L’uomo è soggetto a paure, turbamenti, ingiustizie, inganni, malattie, dolori, sbalzi d’umore, ma l’Anima per sua natura si eleva al di sopra delle disarmonie presenti nel piano materiale, si prende cura della sua parte mortale cercando di condurla a Sé.

Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza
Percorreremo assieme le vie che portano all’essenza

“Le vie che portano all’essenza” potrebbero essere un riferimento al percorso mistico che porta al risveglio, cioè a riscoprire il proprio io più profondo e congiungersi con l’Uno. È il lavoro che, con pazienza e meditazione, deve essere compiuto dall’uomo illuminato, raccontato da Battiato nel brano “E ti vengo a cercare” (dall’album “Fisiognomica” del 1988), anche questo, spesso, travisato e interpretato come una canzone d’amore: «No, non c’era nessuna donna. Cercavo di volare più alto» commentò Battiato a riguardo.

Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono
Supererò le correnti gravitazionali
Lo spazio e la luce per non farti invecchiare

Si può parlare di amore, ma di un Amore puro, ultraterreno, universale, inteso come energia che conduce l’uomo verso la parte spirituale che per sua natura è “oltre” il piano terreste dell’esistenza. L’Anima possiede la Conoscenza (le leggi del mondo) e la dona all’uomo illuminato; è capace di superare correnti gravitazionali, lo spazio e la luce, è al di là del concetto di tempo, è immortale.

Secondo le dottrine che hanno influenzato Franco Battiato, l’uomo è una sorta di angelo caduto in Terra dall’Eterno:

Siamo all’interno di un corpo di cui accettiamo tutte le schiavitù possibili, perché è sempre meglio dell’ignoto. Abbiamo paura perché non sappiamo dove si va a finire. Non è che forse abbiamo dimenticato le immense possibilità dell’Essere? (….) La guarigione dovrebbe essere la ricongiunzione definitiva con il Divino.

Franco Battiato (intervista con Stefania Vitulli, Il Giornale, 2007)

L’uomo illuminato attraverso un duro lavoro interiore anela al ricongiungimento con la sua parte spirituale, l’Uno da cui deriva. Un percorso che porta alla completa “guarigione” e che avviene dopo un lunghissimo ciclo di vite, ciò presuppone il credere nella reincarnazione. Se la via verso l’eternità e il ricongiungimento con il corpo astrale è la nostra “guarigione”, la “cura” passa inevitabilmente attraverso il superamento della morte.


Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie
Dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo
Dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai

Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d’umore
Dalle ossessioni delle tue manie
Supererò le correnti gravitazionali
Lo spazio e la luce per non farti invecchiare

E guarirai da tutte le malattie
Perché sei un essere speciale
Ed io, avrò cura di te

Vagavo per i campi del Tennessee
Come vi ero arrivato, chissà
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
Attraversano il mare

Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza
Percorreremo assieme le vie che portano all’essenza
I profumi d’amore inebrieranno i nostri corpi
La bonaccia d’agosto non calmerà i nostri sensi

Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono
Supererò le correnti gravitazionali
Lo spazio e la luce per non farti invecchiare

Ti salverò da ogni malinconia
Perché sei un essere speciale
Ed io avrò cura di te
Io sì, che avrò cura di te

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6 Comments

  • Reply
    Claudia
    20 Luglio 2020 at 12:59

    Salve, grazie per questa interpretazione della mia canzone preferita, la trovo molto interessante e mi trova d’accordo, seguirò il blog d’ora in poi, ciao
    Claudia

    • Reply
      Angela Forin
      20 Luglio 2020 at 14:03

      Ciao Claudia, grazie mille a te per il commento, sono felice che l’articolo ti sia piaciuto, soprattutto se si tratta della tua canzone preferita!! Allora a presto 🙂

  • Reply
    Luciano
    3 Agosto 2020 at 20:38

    Ciao, a mio parere (e non solo mio da quel che ho visto cercando altre interpretazioni) non è l’Anima l’altro interlocutore, ma un’Entità spirituale che sta “seducendo” sia nella carne sia nello spirito la persona che ascolta… Anche se è difficile da mandar giù come teoria (nel suo insieme la canzone è molto bella e quasi dispiace dare una spiegazione simile) a supporto di questa tesi propongo 3 punti:
    – la canzone parla del benessere corporale, intellettuale e spirituale, un trittico molto distante dall’illuminazione “orientale”
    – la voce dà del Tu all’ascoltatore e continua a far leva sul suo Ego, cosa che non è propria di un’Amore universale e impersonale
    – chi parla fa tante promesse seducenti e basta il senso comune per cogliere che chi adula vuole ottenere in cambio qualcosa per questa “cura”… Che sia proprio l’anima?

    • Reply
      Angela Forin
      5 Agosto 2020 at 16:59

      Ciao Luciano, grazie mille davvero per il tuo commento e per aver condiviso questo interessante punto di vista. Ho letto e approfondito diverse teorie, come dicevo Battiato non ha mai dato la sua interpretazione e quindi non ci può essere nulla di assolutamente giusto o sbagliato, è impossibile pensare di riuscire a cogliere il più intimo significato di un’opera, di un testo, di una poesia ed essere nella mente e nell’anima di chi l’ha creata. Che la via verso l’eternità e il ricongiungimento con il corpo astrale è la nostra “guarigione”, la “cura”, penso sia una bella teoria e molto vicina ad altri scritti di Battiato e non si discosta poi molto dalla tua per certi versi. Alla fine – molto prosaicamente – sarebbe la Morte a parlare…

  • Reply
    ROBERTO ORLANDI
    18 Maggio 2021 at 08:16

    Sarò controcorrente ma secondo me Battiato è stato il cantautore più sopravvalutato degli ultimi 40 anni.
    Forse sarà l’alone di “Maestro” che si è (gli hanno) cucito addosso, sarà per le persone che quando scrivono di lui sembra stiano parlando di un mix tra “evoluzione filosofica” e lo studio dei neutrini, sarà perchè (OGGETTIVAMENTE) non si può dire sia il massimo dell’intonazione, o perchè (OGGETTIVAMENTE) non sia una delle più belle voci della musica italiana, ma più probabilmente quello che mi tiene distante è questa moda di definire musica “colta” quella che colta non è.
    Poi se per fare musica colta basta dire che i cori ai concerti danno fastidio perchè rovinano i pezzi…
    Scusate ma per me Mozart è altra cosa.
    Il Maestro…. (di cosa?)

    • Reply
      Angela Forin
      18 Maggio 2021 at 08:42

      Ti ringrazio per il commento e per la tua opinione, anche se non la condivido. Al di là dei gusti personali e soggettivi, Battiato è un intellettuale che ha usato ogni mezzo possibile per promuovere arte e bellezza (non solo un “cantautore”, anche se il successo popolare lo ha avuto con le sue canzoni). Oggi è un giorno triste per quella Musica che cerca di elevare se stessa e l’ascoltatore portando un messaggio forte e potente, al di là del fatto che ci riesca o meno.

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