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Tu scendi dalle stelle, la storia del canto di Natale italiano più famoso

Non è Natale senza le canzoni di Natale. Possono suonarci antiquate e superate, possono averci stancato o irritarci in qualche remix improbabile, ma nel periodo di Natale non possono e non devono mancare. Che Natale sarebbe senza “We Wish You a Merry Christimas” o “Jingle Bells”?

Spesso queste canzoni ormai entrate nella tradizione nascondono storie incredibili, alle volte non prettamente natalizie, come nel caso di “Jingle Bells” di cui vi ho parlato qui. E anche “Tu scendi dalle stelle”, la canzone di Natale italiana più famosa in assoluto, nasconde una storia tutta da scoprire.

“Tu scendi dalle stelle” è un canto composto nel Settecento in lingua napoletana da Sant’Alfonso Maria de’ Liguori. Il titolo era “Quanno Nascette Ninno”. Partiamo dall’inizio della storia.

Alfonso Maria de’ Liguori è nato a Napoli nel 1696 e fin da piccolo dimostrò doti particolari immatricolandosi all’Università di Napoli a soli 12 anni, dopo aver sostenuto un esame di Retorica con il filosofo e storico Giambattista Vico. Diventò vescovo e fondò la Congregazione del Santissimo Redentore. È stato un importante teorico della Chiesa e autore di importati testi di teologia morale che ne hanno fatto la massima autorità riconosciuta nel mondo cattolico per oltre un secolo. De’ Liguori diventò poi santo nel 1839 sotto il papato di Gregorio XVI.

Sant’Alfonso Maria De’ Liguori

Sant’Alfonso Maria de’ Liguori è stato anche un apprezzato poeta e musicista, a sua firma troviamo diversi componimenti tra cui il celeberrimo canto di Natale “Tu scendi dalle stelle” composto nel 1754 durante la sua permanenza a Deliceto, in provincia di Foggia, che in origine scrisse in lingua napoletana e si intitolava Quanno Nascette Ninno”. Un canto che racconta la nascita di Gesù e che potesse così essere compreso anche dai fedeli napoletani.

Per questo motivo la storia si complica e c’è chi sostiene che il luogo di nascita della canzone sarebbe in realtà Nola, in provincia di Napoli. Sant’Alfonso avrebbe composto qui la canzone e l’avrebbe poi mostrata ad un canonico che la ricopiò di nascosto. Il misfatto fu smascherato durante la prima esibizione della canzone: Sant’Alfonso avrebbe fatto finta di dimenticarsi il testo chiedendo aiuto proprio a lui e screditandolo di fronte ai presenti.

Il pentagramma originale è conservato al Santuario di Santa Maria della Consolazione di Deliceto nella stanza dedicata a Sant’Alfonso e ogni anno è meta di migliaia di pellegrini da tutti il mondo.

Quanno nascette Ninno a Bettlemme
Era nott’ e pareva miezo juorno.
Maje le Stelle – lustre e belle
Se vedetteno accossí:
E a cchiú lucente
Jett’a chíamma’ li Magge all’Uriente.

“Quanno Nascette Ninno” è una poesia molto ispirata che racconta l’eccezionalità di questo santo evento. Composta in sette strofe di sei versi ciascuna, la versione originale di “Tu scendi dalle stelle” manifesta con l’utilizzo della popolare lingua napoletana la struggente tenerezza con cui Sant’Alfonso celebra la nascita di Gesù. Già dall’utilizzo di “ninno” termine probabilmente derivato dallo spagnolo niño che in napoletano significa “bambino” e spesso veniva utilizzato al posto del nome, anche con il vezzeggiativo “nennillo”.

“Quando nascette Ninno” ebbe un grande riscontro e successo popolare, fu pubblicato nel 1816 con il titolo “Per la nascita di Gesù” subendo negli anni varie modifiche e riedizioni che lo hanno poi trasformato nella famosissima “Tu scendi dalle stelle” che oggi conosciamo.

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