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The Man Who Sold the World: David Bowie o Kurt Cobain?


David Bowie è un genio. È persino riuscito ad andare “back to the future” e fare una cover dei Nirvana nel 1970, vent’anni prima! Che fosse davvero un alieno?

Vi ho già parlato di come la Musica possa essere una macchina del tempo, questo però è un caso diverso. È uno di quegli esempi in cui la musica ha creato uno spartiacque tra generazioni: adolescenti anni ’70 vs anni ’90. Due sono le cose che succedono quando si ascolta “The Man Who Sold the World”: o viene subito alla mente David Bowie o Kurt Cobain.

Quando suono “The Man Who Sold the World” ci sono sempre un sacco di ragazzini che mi dicono “È fantastico che tu faccia una canzone dei Nirvana”, e io penso “Fottetevi, piccoli segaioli!”

David Bowie (ottobre 2000)

“The Man Who Sold the World” è un brano di David Bowie, ottava traccia dell’omonimo album uscito nel 1970. È una delle canzoni più inquietanti di Bowie, dalle mille recensioni e dalle mille interpretazioni. Il testo parla di un incontro con un altro Io, una sorta di doppio se stesso, e inizia con una ripresa della poesia “Antigonish” di Hughes Mearn: “Yesterday, upon the stair, I met a man who wasn’t there. He wasn’t there again today, I wish, I wish he’d go away…” (Bowie: “We passed upon the stair, we spoke of was and when. Although I wasn’t there, he said I was his friend”. ).

David Bowie – “The Man Who Sold The World”


David Bowie molti anni dopo nel 1997 durante uno speciale della BBC a lui dedicato ne ha dato una spiegazione: «Penso di averla scritta perché c’era una parte di me che stavo ancora cercando (…) Per me quella canzone ha sempre esemplificato, in un certo senso, il modo in cui ti senti quando sei giovane, quando sai che c’è un pezzo di te stesso che ancora non hai incontrato. Hai questa grande ricerca, questo grande bisogno di scoprire cosa tu sia realmente».

Siamo negli anni ’90, gli anni di MTV, delle cassettine, dei primi CD e del celebre programma “MTV Unplugged”. E se c’è un motivo per cui questo programma è passato alla storia è per il malinconico capolavoro acustico dei Nirvana, il loro concerto “Unplugged in New York” registrato il 18 novembre 1993. Un’immagine bloccata per sempre nella memoria, un concerto passato alla storia. Si è scritto di tutto su questa serata, tra mitologia e realtà: dall’allestimento con gigli e candele nere «exactly, like a funeral» al pensiero che pochi mesi dopo, nell’aprile 1994, Kurt Cobain si è ucciso con un colpo di fucile.

Dopo la morte di Cobain, MTV mandò in onda il concerto di heavy rotation e pubblicò il disco il 1 novembre 1994. Fu una delle più grandi operazioni commerciali della storia: schizzò in vetta alle classifiche di tutto il mondo e sorpassò anche l’ultimo album dei Nirvana “In Utero” vendendo oltre 6,8 milioni di copie. La scaletta di quel concerto era strana: mancavo alcuni loro grandi successi e c’erano molte cover, in particolare una e forse la più iconica: “The Man Who Sold the World”.

Nirvana – “The Man Who Sold the World”


Una delle numerose interpretazioni di “The Man Who Sold the World” (l’uomo che ha venduto il mondo) spiega il testo come l’incontro tra il vecchio e il nuovo Io, tra il positivo Io del passato e l’odioso e opportunista Io del presente, colui che ha venduto il mondo; il cambiamento sarebbe causato dal successo che trasforma in qualcosa di peggiore. Ecco qui: lettura perfetta del dramma esistenziale di Kurt Cobain.

Non sapremo mai la verità sul folle gesto di Cobain, si è scritto e ho letto di tutto: si accusano i Nirvana di aver portato al successo il Grunge che avrebbe poi distrutto il Rock e portato alla decadenza musicale di adesso… Cobain dice che tutto quel successo nemmeno lo voleva, che lo ha schiacciato… la rivista musicale Spin scrive: «La voce sofferente di Kurt Cobain nella versione unplugged dei Nirvana di questa melodia cosmica di Bowie del 1970 appare ancora più inquietante dopo che la canzone è diventata un classico del rock postumo».

È un mondo molto lontano da quel Bowie seducente nella copertina di “The Man Who Sold the World” disteso su un divano blu con lo sguardo dritto in camera. Cobain ha lo sguardo abbassato, gli occhi socchiusi, non guarda nemmeno il pubblico, concentrato e nascosto nel suo enorme cardigan beige.

Sono rimasto semplicemente sbalordito quando ho scoperto che a Kurt Cobain piacevano i miei lavori, ho sempre voluto parlare con lui a proposito delle ragioni per cui aveva fatto una cover di “The Man Who Sold the World“… è stata una buona interpretazione e mi è sembrata in qualche modo molto onesta. Sarebbe stato bello lavorare con lui, ma anche solo parlare con lui sarebbe stato davvero fantastico.

David Bowie

Nel gennaio 1995 “The Man Who Sold the World” dei Nirvana fu pubblicata come singolo ed ottenne un enorme successo, il videoclip fu sparato ovunque in rotazione su moltissime emittenti televisive. È così che una cover pubblicata postuma è diventata immortale eclissando l’originale, anche se era di un certo David Bowie che si sentiva dire: “È fantastico che tu faccia una canzone dei Nirvana!”.

(…) We must have died alone
A long long time ago

Who knows? not me
We never lost control
You’re face to face
With the man who sold the world

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